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"LEONE DI PLASTICA"
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Fuori Concorso

Nella Sezione Fuori Concorso troviamo delle vere chicche per palati esigenti. A partire dal “cult” per antonomasia di questo TFF, quel “Non si sevizia un paperino” di Lucio Fulci, interpretato da Florinda Bolkan, Tomas Milian e Barbara Bouchet che nel 1972 conobbe le forbici impazzite della censura che fece scempio di questo piccolo capolavoro, mai più visto nella versione originale. A Torino finalmente sarà possibile apprezzarlo integralmente grazie al restauro operato dalla Scuola Nazionale di Cinema, con la presenza di una delle protagoniste, Barbara Bouchet, ospite del Festival, che ricorderà al pubblico le atmosfere macabre della storia. “Non si sevizia un paperino” racconta le vicende di un giornalista (Tomas Milian) impegnato nella caccia ad un maniaco responsabile di aver ucciso dei bambini in un paesino sperduto del Sud grondante di superstizioni e di riti oscuri. Un film avvolto in una coltre di inquietudine e mistero, capace di disturbare e sconvolgere a distanza di anni, mantenendo, anche grazie al tempo e al limbo della sua inaccessibilità tutta la sua sadica potenzialità.
In fatto di atmosfere cupe ed inquietanti troviamo poi “Spider”, l’ultimo grande film di David Cronenberg che, dopo aver raccolto consensi a Cannes, approderà per l’anteprima italiana al TFF assieme al regista che lo presenterà nella serata di chiusura. Il film, tratto dal romanzo di Patrick McGrath, autoere anche della sceneggiatura, ha per protagonista il bravissimo Ralph Fiennes, che, dopo l’inquietante performance di Francis Dolarhyde in “Red Dragon”, interpreta un uomo fortemente disturbato, che come un ragno tesse per tutta la vita una ragnatela di allucinazioni e incubi, fino a tragiche conseguenze. Un ritorno alle atmosfere di “La mosca” per Cronenberg, ma con un approccio molto introspettivo che vuole mettere in evidenza l’interiorità umana, le sue nevrosi e i lati più nascosti. Il terribile viaggio nel passato del protagonista diventa una discesa nelle caverne della psiche, nella profondità di un abisso che rasenta la visionarietà. Nel cast di “Spider” che uscirà distribuito da Fandango il 29 novembre, anche Gabriel Byrne e Miranda Richardson.

Sul fronte italiano troviamo invece “Bell’amico” di Luca D’Ascanio, film girato in digitale con protagonista Nicola, giovane universitario in attesa di un concorso da assistente, piantato dalla fidanzata che si è messa con un altro, assillato da un inatteso ospite angolano, un regista che giorno per giorno si prenderà la sua casa e la sua vita. Un incubo che sfocia nell’arresto dell’uomo e nella disperazione di Nicola che vede la sua esistenza rigorosa, sconvolta e messa sotto sopra da situazioni al limite del grottesco. Un film che vede, accanto allo stesso regista Luca D’Ascanio, un grande cast femminile, composto da Cecilia Dazzi (nelle sale anche con “Emma sono io” di Francesco Falaschi), Francesca D’Alojia, Paola Cortellesi (al cinema in questi giorni con “A cavallo della tigre” di Carlo Mazzacurati”) e Rosalinda Cementano che sarà presente a Torino per l’anteprima del film.

Ma Fuori Concorso troviamo anche il regista Robert Guédiguian, la cui carriera verrà onorata proprio a Torino con la consegna del “Premio Cipputi”, con un nuovo film, “Marie-Jo et ses deux amours”, presentato quest’anno in concorso a Cannes, una pellicola romantica e malinconica che racconta la drammatica vicenda di una donna legata all’amore per due uomini, nell’impossibilità di scegliere e nell’incapacità di lasciare per poter vivere fino in fondo la bellezza dei sentimenti:
“Ecco un film romantico: il che vuol dire intimità, sogno, esaltazione, spiritualità, aspirazione all’infinito eccetera…E tutto ciò come opposto delle realtà.” – Robert Guédiguian.
Il film, che uscirà in Italia il 15 novembre distribuito dalla Bim, con il titolo “Marie-Jo e i suoi due amori” è interpretato dall’intensa Ariane Ascaride, da Jean Pierre Darroussin e Gérard Meylan.
Sito ufficiale: http://www.bimfilm.com/mariejo
The Big Bend”, film del 2002, si annuncia invece come una specie di western moderno, girato a basso budget in digitale nella famosa Roswell, teatro in passato di quesiti e interrogativi alieni, ma qui ambientazione di una fuga on the road di una liceale e due compagni di scuola.
Tornando indietro di qualche anno troviamo poi “O Segredo da Mùmia”, anno 1981, del vampiresco regista Ivan Cardoso, allievo di Julio Bressane del quale fu anche fotografo, realizzando una serie di bellissime foto di scena, riunite per l’occasione a Torino nella mostra “Horas de Outro Mundo” allestita nel centro congressi del Lingotto. Il film, primo lungometraggio di Cardoso, inaugura un genere horror al limite tra il grottesco e il fantastico che troverà la sua consacrazione nella pellicola successiva, “As Sete Vampiras”.
Concludiamo con due grandi registi italiani già ricordati lo scorso anno sempre al TFF, Sergio Corbucci e Giuseppe De Santis. Del primo, grande maestro del western all’italiana, verrà riproposto “Il grande silenzio” del 1968, pellicola che appartiene al filone più cinico e duro della grande tradizione degli “spaghetti western” di cui Sergio Corbucci fu uno dei massimo esponenti assieme a Duccio Tessari e a Sergio Leone. Il film vede protagonista, Jean-Louis Trintignant nel personaggio di Silenzio, muto giustiziere che dovrà vedersela con un meschino e titanico “Tigrero” Klaus Kinski (in un ruolo simile al mitico e altrettanto ghignante “Gobbo” di “Per qualche dollaro in più” di Sergio Leone) in un duello che in origine prevedeva un doppio finale: a Torino sarà possibile, grazie alla proiezione della copia che appartiene alla Cineteca di Monaco, risalire alle originali intenzioni del regista, lasciandosi coinvolgere dalle splendide musiche di Ennio Morricone. Dell’autore di “Riso amaro”, Giuseppe De Santis invece, sarà presentato “Roma ore 11” del 1952 film in cui il regista mette in luce, partendo da un episodio di cronaca sceneggiato da Cesare Zavattini ed Elio Petri le storie di alcune donne romane in un ritratto popolare molto attento alla realtà e intriso di grandissima umanità.


Ottavia Da Re
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