 |
|
 |
 |
|
Concorso Lungometraggi
|
Nel Concorso Lungometraggi troviamo un programma molto interessante per la varietà delle 13 opere prime presentate. A cominciare dai film dei due giovani registi italiani, Giacomo Ciarrapico e Luca Vendruscolo, accomunati dalla Pablo (che produce il primo e distribuisce il secondo), e da parte del cast.
Il primo è regista e interprete assieme a Maddalena Maggi di “Eccomi qua” la storia di Matteo, trentenne aspirante cabarettista che scopre di essere padre di un bambino, sei anni dopo aver mollato la sua ragazza. Messo di fronte alle proprie responsabilità, il giovane preferisce…la fuga.
Il film, secondo lungometraggio del regista, è interpretato tra gli altri da Andrea Sartoretti e Massimo De Lorenzo che, assieme al direttore della fotografia Luca Coassin, fanno parte anche del cast di “Piovono Mucche” di Luca Vendruscolo, tratto da un’esperienza biografica di un gruppo di ragazzi impegnati nel servizio civile in un centro per disabili. Una storia di fragilità e di umanità alla scoperta di se stessi, interpretata anche da Guido Roncalli, Franco Ravera e Luca Amorosino.
Una vicenda toccante di giovani in rapporto con l’handicap che risulta centrale anche nell’americano “Pumpkin” di Anthony Abrams e Adam Larson Broder in cui una diafana e platinata Christina Ricci in compagnia di Brenda Blethyn e Dominique Swan darà fondo a tutte le sue risorse per accaparrarsi il titolo di studentessa dell’anno. Nella corsa al titolo, fra ambizioni e superficialità, incontrerà Pumpkin Romanoff, un ragazzo disabile su una sedia a rotelle, con cui, dopo un’iniziale ritrosia, inizierà un’amicizia vera, grazie alla quale capirà quali sono le reali necessità e gli autentici valori dell’esistenza. Un film definito “Genuinely Fresh and Funny”.
Produce Francis Ford Coppola.
Sito Ufficiale:http://www.mgm.com/ua/pumpkin
Di fronte a certi incontri tutto passa in secondo piano come in “Durval Discos”, film brasiliano della regista Anna Muylaert grande vincitore del 30. Festival di Gramado dove ha fatto man bassa di premi, ricevendo un’ovazione dal pubblico, incantato dall’allegria e dal divertimento di questa pellicola. Il protagonista, Darval, un rockettaro capellone un po’ attempato (Ary França) lavora in un negozio di vinili con la madre Carmita dove capita Célia, una nuova assunta che, dopo pochi giorni di lavoro, sparisce, lasciando la sua “menina”, Kiki, un’adorabile bambina di cinque anni che sconvolgerà allegramente la loro abitudinaria esistenza.
Sito ufficiale: http://www.durvaldiscos.com.br
Un incontro fatale di cui è vittima anche Ben (Dean O'Gorman), il protagonista del neozelandese Toy Love, di Harry Sinclair, un simpatico infedele convinto che l’amore sia un gioco, a discapito della povera fidanzata Emily (Marissa Stott), fino al giorno in cui incontra qualcuno peggio di lui come Clio (Kate Elliott), una ragazza così carina e irresistibile da rovesciare la situazione e trasformare il cacciatore Ben in una povera preda senza speranza. Una commedia sexy, divertente che esplora con fantasia le moderne relazioni amorose di cui si prende gioco, svelandone con un sorriso ammiccante i risvolti più oscuri e incoerenti. Nel ruolo dell’infedele rubacuori Dean O’Gorman volto noto al grande pubblico per diverse apparizioni televisive come “Wiglaf” nella serie “Xeena” e come “Iolao” in quella di “Hercules”.
Un altro grande seduttore è “El Leyton” personaggio che dà il titolo al film di Ponzalo Justiniano, prima pellicola cilena girata in digitale, che trae ispirazione da “La red” dello scrittore cileno Luis Alberto Acuna. E’ la vicenda di due amici, Leyton (Juan Pablo Sàez), giovane pescatore amante delle donne e della vita randagia e Modesto (Luis Wigdorsky), un uomo tranquillo e innamorato di sua moglie Marta (Siboney Lo) l’unica donna della sua vita, fino al giorno in cui Leyton, ricorrendo inizialmente a ricatti e intimidazioni, fa della timida e innocente Marta la sua amante, innescando un processo irreversibile che cambierà per sempre le loro vite. Un film tragicomico con un finale originale per un intenso e fatale triangolo amoroso filmato in modo rude ed aggressivo, grazie anche al digitale che diventa qui, nel suo particolare naturalismo sensuale, il principale strumento del linguaggio dell’autore.
Il dramma domina invece la storia di Rallia, “Bent Keltoum” (“la figlia di Keltoum”), come recita il titolo del film di Mehdi Charef. Rallia è una ragazza diciannovenne adottata da una coppia svizzera che decide di ritrovare la propria madre fra le aride montagne algerine, per chiederle per quale motivo molti anni prima decise di abbandonarla lasciandola a dei turisti di passaggio. Un viaggio nella memoria, nel deserto del sud dell’Algeria, un ritratto e un omaggio al fascino di una terra accecante piena di suggestioni, magia e tradizioni. Il regista esplora il dramma, esaltando l’ambientazione che nella sua aspra rappresentazione diventa parte integrante della storia. Un film carico di misticismo. Un’opera non solo contemplativa, ma pienamente poetica, colorata di vibranti odori e profumi sahariani. Nel cast: Cylia Malki, Baya Belal, Jean-Roger Milo, Fatma Ben Saidene. Il film è una produzione francese, belga e tunisina.
E franco-tunisino è anche “Satin Rouge” di Raja Amari in cui la protagonista è Lilia (Hiam Abbass), una vedova che vive a Tunisi con la figlia adolescente Salma (Hend El Fahem). Una donna normale, come ce ne sono tante, con una vita ordinaria, scandita da abitudini e convenzioni. Per una serie di coincidenze e per proteggere la figlia, una sera Lilia capita in un locale notturno. Un nuovo mondo si spalanca ai suoi occhi, inquietante e attraente al tempo stesso. Danzando in piena notte, riscoprirà i piaceri e i desideri soffocati da anni di doveri, sconvolgendo l’immagine di brava madre di famiglia per lasciare il posto ad una donna che ancora non le appartiene veramente…
“Un melodramma alla Douglas Sirk” scrive Variety. Mai come quest’anno il cinema sembra essersi riappropriato dello stile e delle tematiche di quegli splendidi, patinati anni ’50. Dopo “Far from Heaven” di Todd Haynes a “8 donne e un mistero” di Fronçois Ozon, “Satin Rouge” sembra rappresentare l’ultima provocatoria citazione del grande genere consacrato da “Lo specchio della vita”.
Sito ufficiale: http://www.diaphana.fr/satinrouge
Sempre dalla Francia arriva “Les jours où je n’existe pas” (« I giorni in cui non esisto ») di Jean-Charles Fitoussi già presentato a Locarno e a Vienna. E’ la storia di Antoine (Antoine Chappey) che esiste un giorno su due: sparisce a mezzanotte e ricompare nello stesso posto dopo ventiquattro ore. Un handicap che lo costringe a rimanere rinchiuso fra le pareti del suo piccolo appartamento dove vive tirando avanti come capita. Fino al giorno in cui incontra Clementine (Clémentine Baert) che invece vive a tempo pieno… Un racconto originale, quasi fantastico che si ispira a Le temps mort, un racconto di Marcel Aymé.
L’inglese “This is not a Love Song” di Billie Eltringham, presentato anche al Regus London Film Festival, segna la collaborazione fra il regista Billie Eltringham e la sceneggiatrice di “Full Monthy” Simon Beaufoy. Un connubio che ha dato origine a questo thriller, ambientato nello Yorckshire che, prendendo spunto dalla fuga di due uomini accusati di aver ucciso accidentalmente la figlia di un agricoltore, sviluppa poi i legami fra due personaggi diversi, il cui rapporto si complica con il passare del tempo e dei tragici eventi, in un paesaggio sperduto e minaccioso. Un film girato in digitale, dallo stile visivo complesso e articolato che esplora e rivela nuove ed interessanti possibilità estetiche.
Sempre dal Regus London Film Festival e dopo aver partecipato al Tokyo Film Festival, dove ha conquistato l'Asian Film Award, arriva anche “Tani Tatuwen Piyabanna” (letteralemente “volare con un ala”) di Asoka Handagama proveniente dallo Sri Lanka, considerata la pellicola asiatica più rivoluzionaria dell’anno, in cui il regista offre un’immagine preoccupante della subalterna condizione della donna asiatica sottomessa alla supremazia del maschio e alla discriminante tradizione. La storia di una donna che reprime se stessa e il proprio desiderio di essere un uomo. Una storia di omosessualità che diventa una critica aspra alla società conservatrice e ai suoi atteggiamenti intolleranti e repressivi. Un destino contrario descritto con semplicità e grande crudeltà. Nel cast: Anoma Janadari, Mahendra Perera, Wilson Gunaratne, W. Jayasiri, Jagath Chamila e Gayani Gishanthika.
Tornando in Europa, parliamo di “Bungalow”, film tedesco che segna il debutto alla regia di Ulrich Kohler, pellicola già presentata a numerose manifestazioni tra cui il Festival di Berlino. “Bungalow” racconta le peripezie di un giovane (Lennie Burmeister) che, deluso dal mondo militare, diserta l’esercito per rifugiarsi dai propri genitori che gestiscono un bungalow. Ma i tentativi del giovane di riprendere le sue tranquille abitudini alla riceracd i un po’ di pace si interrompono dall'arrivo del fratello (Devid Striesow) maggiore e della sua ragazza danese, Lene, al cui fascino Paul non riesce a resistere… Nel cast anche Trine Dyrholm e Nicole Glaser.
L’ultimo film in concorso vi presentiamo è l’ungherese “Hukkle" di Gyorgy Pàlfi che ne ha curato anche la sceneggiatura. Sicuramente la pellicola più originale e strana di questo TFF che rivela fin dal titolo la sua inafferrabile collocazione. “Hukkle” infatti, non significa niente. E’ un suono/rumore onomatopeico che va a sottolineare la strana storia di un omicidio sullo sfondo di un caldo paesaggio ungherese rurale. Una storia che emerge da fatti apparentemente estranei e indipendenti, eventi che lentamente si trasformano in tessere fondamentali del mosaico che ricostruisce il delitto. Un film in cui il ritmo, i rumori e le voci che si sostituiscono alle parole e diventano dominanti, orchestrando una vera “sinfonia di rumori” dietro alla quale si nasconde (non senza un certo compiacimento) la storia reale e la vera tragedia umana.
Sito ufficiale:http//www.hukkle.hu
Vinca il migliore.
Ottavia Da Re
|
|
Copyright © 2002 VeniceDream srl per Associazione Culturale Il Leone di Plastica - www.torinofilmfestival.com
|
|
| <<
Back |
|
|
|  |
Un ricordo di Antonio Margheriti Anthony Dawson
scusa, com'è il festival? anticipazioni panoramica
programma: 11 - 12 - 13 - 14 - 15 novembre 2002 "Americana"
musica&festival
la tua Torino
Fuori concorso
Concorso Lungometraggi
Grazie
a:
 
|
 |