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Mario Bava


Mario Bava nasce a San Remo il 31 luglio del 1914 e si avvicina al cinema giovanissimo, aiutando il padre scenografo. Dopo aver iniziato come titolista, negli anni quaranta sarà un eccellente operatore di macchina e direttore della fotografia. La sua attività registica comincia con alcuni documentari. Lavorerà alla fotografia e agli effetti speciali per "I Vampiri" di riccardo Freda (che poteva essere il primo horror italiano ma fu distrutto dai produttori, che lo resero noir), con il quale collaborerà a lungo. Il debutto vero e proprio è proprio con la "Maschera del Demonio" (1960), seguiranno numerosissime pellicole tra cui: gli horror "Gli invasori"."Gli orrori del castello di Norimberga", "Shock", i gialli "Sei donne per l'assassino" e "La ragazza che sapeva". Si cimenterà inoltre con generi quali il "western" e la commedia.
Bava, autentico genio del cinema, è stato un precursore magistrale, i suoi film hanno fatto scuola e formato almeno due generazioni di spettatori e registi. Al solito però è sottovalutatissimo in patria e idolatrato all'estero, ora con grande ritardo è iniziata la sua rivalutazione: si ricomincia dal Torino Film Festival.


Nel 1830, mentre sono diretti ad un congresso a Mosca, il Dottor Choma Kruvajan e il suo giovane assistente Andrej Gorobek, a causa di un incidente con la loro carrozza, si trovano all'interno di un'antica e inquietante cripta dove è sepolto il corpo di una giovane donna. Il dottore, affascinato da quel corpo femminile, nota la maschera che ne ricopre il volto e, incuriosito, la toglie. Dalle cavità orbitali fuoriescono degli scorpioni e l'uomo, per evitarli, si ferisce. Il suo sangue farà mutare il cadavere fino a farlo rivivere, si tratta di Asa, una strega...
La maschera del demonio può tranquillamente essere considerato il primo film Horror italiano. I produttori, fino a quel momento poco propensi a rischiare ( si vedano le limitazioni imposte, per esempio, a Riccardo Freda), convinti anche dal successo mondiale del "Dracula"(1958) di Fisher, concedono ampie libertà al regista che li ripaga alla grande. Il film è un vero e proprio Horror gotico,in cui gli ingredienti classici del genere vengono dosati in modo sapiente; l'ambiebtazione è spettrale, la fotografia è suggestiva, la sceneggiatura, ispirata ad un raconto di Gogol, è impostata con continui momenti di tensione. Tra gli attori spica l'eccellente , autentica icona del genere.


Scheda tecnica
Regia: Mario Bava
Soggetto: da "Il Vij" di Nicolaj Gogol
Sceneggiatura: Ennio De Concini
Fotografia: Mario Bava
Musica: Roberto Nicolosi
Montaggio: Mario Serandrei
Produzione: Massimo De Rita per Galatea e Jolly Film


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