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David Lynch
AMERICANA
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"Avrei voluto veder accadere cose nella mia vita. Sapevo che niente era come sembrava, ma non riuscivo a trovarne una prova" (David Lynch)

David Lynch ritorna a Twin Peaks. "Mulholland drive", questo il titolo del suo nuovo film, nasce come puntata pilota di un telefim per la televisione americana ABC che lo ha bocciato giudicandolo eccessivamente lungo e incomprensibile. In realtà i motivi del rifiuto della celebre emittente andrebbero ricercati nel clima di eccessiva libertà che traspira dalla pellicola dove per “eccessiva” si intende probabilmente la presenza di alcune scene lesbo e qualche sigaretta di troppo...
Lynch non è tipo che scende facilmente a compromessi e, grazie al sostegno dell'eccellente Canal Plus, utilizzando il materiale girato aggiunge alcune scene nuove riorganizzandole in un film a dir poco straordinario. Le atmosfere ricordano moltissimo quelle della città incubo Twin Peaks. Il regista, dopo la straordinaria parentesi di "Straight Story", torna dunque alle sue ossessioni di sempre. I suoi nuovi personaggi vivono, ancora una volta, i problemi di un’identità mai chiarita; la storia giace in bilico tra il noir e il romantico dove tutto è costruito attorno ad una strada da ripercorrere più volte, magari all'infinito... La messa in scena è magistrale. Costumi, scenografie e scelta delle inquadrature sono magiche ed elegantissime. Con Lynch non importa e soprattutto non serve capire ciò che si vede, basta il piacere di perdersi dentro i meandri del suo cinema, basta lasciarsi sedurre e travolgere.
Vedendo e sentendo (Badalamenti è più incantatore del solito) "Mulholland drive" si capisce una volta di più come esistano due tipi di cinema: quello degli altri e quello di David Lynch, un regista che è in grado di dare ancora emozioni oggettive, e rompere l'equilibrio interiore di ognuno di noi in modo assolutamente unico e sconvolgente. Forse è proprio vero che non è poi così importante cosa si racconta, ma come e soprattutto chi lo fa... E il cerchio si chiude.

Cast del film
Come di consueto la colonna sonora è stata affidata al collaboratore storico Angelo Badalamenti, autentico traduttore in musica degli incubi "lynchiani".
Badalamenti nasce a Brooklyn, New York il 22 marzo 1937 e si è formato alla prestigiosa "Eastman School of Music". Il suo sodalizio artistico con David Lynch ha inizio nel 1986 quando viene chiamato sul set di "Blue velvet" come maestro di canto di Isabella Rossellini. Il regista americano gli commissionerà l'intera colonna sonora e lo farà apparire nel film in un cameo come suonatore di piano. Da allora ogni volta che Lynch ha diretto un film Badalamenti ne ha scritto le musiche, con taglio evocativo e onirico interpretando in modo perfetto le ossessioni del regista, da "Wild at Heart"(1990), a "Lost Higways"(1997) fino a StraigthStory"(1999).
Principali colonne sonore:
Gordon's war 1973
Law and order 1974
Blue velvet 1986
A Nightmare on Elm Street 3: The dream warriors 1987
Twin peaks 1992 (successo del singolo cantato da Julee Cruise)
The City of Lost Children 1995
Holy Smoke 1999
The beach 2000
Mullholland drive 2001

Sito ufficiale: www.mulhollanddrive.com
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