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"LEONE DI PLASTICA"
Progetto patrocinato dal Comune di Torino
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Assessorato all'Ecologia


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Un sogno per Torino

Cinema ambiente e non solo...
Un sogno per Torino - i vostri messaggi/proposte: tra sogni impossibili e sogni possibili
(messaggeria attivata dal nostro sito in occasione del 19° Torino Film Festival)

- Vorrei che sparisse il traffico. E che ci fosse il mare... (Donato Trani, attore, Torino)
- Vorrei il potenziamento dei mezzi publici. (Fulvio Vercellino, studente, Torino)
- vorrei un centro totalmente pedonale (Roberto Gallo, impiegato, Torino)
- Un centro storico tutto pedonale (Francesco Squarotti, studente, Cuneo)
- un mese di silenzio! (Giuseppe Trani, attore, Torino)
- vorrei vivacizzare la zona universitaria (Laura Vertamy, studentesa, Torino)
- vorrei cambiare le luci d'artista (Silvia Buico, studentessa, Torino)
- Torino va bene così (Ilenia Balice, studentessa, Torino)
- vorrei che Torino dioventasse una piccola grande Montecarlo (Maurizio Ricchini, ristoratore, Cambiano - Torino)
- vorrei che Torino fosse città pedonale (Ivan Rostagno, studente
- Risolvere il problema del traffico ci renderebbe tutti meno stressati (Silvio Gentile, avvocato, Torino)
- Torino è tutta un cantiere, diventerà più bella, ma quanta pazienza ci vuole adesso! (Silvia De Felice, segretaria di produzione
Roma)
- vorrei incentivare la "domenica del pedone" (Leslie Farina, studentessa, Carmagnola)
- vorrei sale cinematografiche con film non americani (Francesco Marra, operatore sociale, Torino)
- vorrei educare la gente ad andare in bici: eppure abbiamo le piste ciclabili. ma la gente è "de coccio"! (Veronica Prasciolu, studentessa, Torino)
- vorrei integrare storia e cultura, pratica e rispetto, cinematografia e mestiere (Maria Spagnuolo, casalinga, Torino)
- vorrei un mucchio di studi cinematografici: Torino potrebbe diventare un grosso centro di produzione (Roberto Gagnor, studente, Bussoleno -Torino)
- vorrei pendonalizzare tutta via Roma, sempre (Roberto Gagnor, studente, Bussoleno -Torino)
- vorrei che a torino cambiasse la gente: è troppo ipocrita e troppo legata al denaro (Cirillo Orlando, consulente aziendale, Piossasco
- Vivacizzare la vita di periferia (Andrea Malabaila, studente)
- vorrei che l'abbonamento ai film del torino film festival fosse meno caro (Mario Iannacone, consulente informatico, Torino)
- Vorrei più centri di accoglienza per gli extracomunitari (Mario Iannacone, consulente informatico, Torino)
- vorrei più sicurezza (Paolo petruccioli, impiegato, Torino)
- Vorrei ancora più spazi verdi, ma in centro. Adoro le piazze come piazza Cavour. (Vittorio Giraud, impiegato, Perosa Argentina - Torino)
- Vorrei un clima più mite e temperato (!) (Marco Briatore, ingegnere elettronico, Torino)
- Vorrei che ci fosse il mare (Martino Curia, ginecologo, Susa - Torino)
- Vorrei meno clandestini (Enrico Lonoce, studente, Torino)
- Vorrei più animazione per le strade (Enrico Volpe, impiegato, Napoli)
- Vorrei che il Torino Film Festival durasse tutto l'anno (Lorenzo Castellini, grafico, Milano)
- Vorrei vedere un arcobaleno sul Monte dei Cappuccini (Valeria Puglia, designer, Beinasco - Torino)
- Vorrei creare un centro di incontro di tutte le culture e le età (Katia Facciolo, insegnante di inglese, Torino)
- Vorrei eliminare il traffico (Gregorio Zarzana, studente, Collegno)
- Vorrei che Torino diventasse più conosciuta all'estero (Simona Russo, studentessa, Torino)
- Vorrei che Torino diventasse una capitale del cinema europeo (Andrea Fardella, studente, S.Gillio - Torino)
- Vorrei più parchi "liberi", non i soliti (con le aiuole "non calpestabili" del cavolo) (Andrea Fardella, studente, S.Gillio - Torino)


- Vorrei che Torino ricominciasse a contare nel cinema: più produzioni (Gennaro Aragione, attore, Torino)
- Vorrei più cultura, meno delinquenza (Paolo Andreone, praticante legale, Torino)
- Vorrei che Torino diventasse come Parigi (Silvia Gallo, psicologa, Torino)
- Un sogno? Fuga da Torino (Luigi Codipietro, anestesista, Torino)
- Vorrei più spazio per noi giovani in rapporto col cinema (Andrea Bracco, studente, Grugliasco - Torino)
- Vorrei più verde pubblico, meno inquinamento (Carla Audainotto, scrittrice, Torino)
- Vorrei che i torinesi fossero più riconoscenti alla propria città che ha adto loro tanto in passato (Flavio Cigliola, carabiniere ausiliario, Torino)
- Vorrei i negozi chiusi alla domenica (Claudia Arnaudo, commessa, Torino)
- Cambiare la gente, renderla più disponibile (Giuseppe Scatà, studente, Catania)
- Valorizzare il film festival (Marco Distasio, impiegato, S.Antonino di Susa - Torino)
- Favorire lo sviluppo di piccola e media impresa per creare più occasioni di lavoro, anche nello spettacolo (Loretta Trastu - Tanja, impiegata, Torino)
- Più spazio ai giovani registi teatrali e cinematografici (Mauro Brossa, agente pubblicitario, Torino)
- Vorrei che ci fossero più possibilità di lavoro nel mondo del cinema (Carlotta Invrea, studentessa, Torino)
- Vorrei più cinema in periferia (Jonathan Farfaglia, studente, Torino)
- Vorrei ci fosse un'aria più pulita e senza smog (Giuseppe Ritelli, consulente aziendale, Torino)
- Vorrei ci fossero più piste ciclabili (Erika Borroz, studentessa, Avigliana - Torino)
- Dove è finita e che futuro avrà la Fiat? (Giuseppe Azzara, impiegato, Moncalieri - Torino)
- Vorrei che i rapporti con la comunità araba non si deteriorassero: si stava creando un importante scambio culturale (Liliana Cunotto, figurante, Torino)
- La legalizzazione delle droghe leggere... (Alessio, studente, Torino)
- Vorrei che il Torino Film Festival diventasse più importante di Cannes e Hollywood (Giacomo Ferrante, videomaker indipendente, Torino)
- Vorrei una Torino più pulita. Le rive dei fiumi, ad esempio, fanno schifo. Abbiamo una città bella e non sappiamo tenerla bene. Navigare il fiume sarebbe uno spettacolo, come fanno in Francia, in Inghilterra e altri posti (Agostino Novaresio, impiegato, Torino)
- Vorrei incentivare il cinema (Antonella Colangelo, ostetrica, Torino)
- I miei sogni sono la rivalutazione del cinema. e il metrò (Fernando Caruso, cameriere e comparsa, Torino)
- Vorrei più scambio culturale, non solo etnico (Elena Borca, infermiera professionale, Piossasco - Torino)



e non finisce qui....

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